Aeroporti siciliani: Musumeci, quanta fretta, ma dove corri?

L’Aeroporto di Catania rappresenta il nodo cruciale dello sviluppo anche turistico della Sicilia. Non si possono raccontare ancora frottole ai siciliani. Gli aeroporti di Palermo e di Catania sono patrimonio dei siciliani e prima di privatizzarli devono essere messi al servizio dello sviluppo economico-sociale e turistico dell’intera regione, come ha fatto la Spagna con i suoi aeroporti da diversi anni.
La smettano i vertici dell’aeroporto di portare avanti questo progetto scellerato di privatizzazione. Bisogna fermarli. Musumeci può farlo o sarà complice di questa scelta inspiegabile.
Il presidente Musumeci deve ritirare anche la delibera che impone anche al Sindaco di Palermo e agli altri enti locali di vendere le quote nella Gesap e negli altri aeroporti. Non è così che si fa l’interesse pubblico. Inquieta la fretta di Musumeci di acquisire le quote dei Comuni mentre sta in silenzio di fronte a questo “colpo di mano” dei vertici di Fontanarossa.
Se la concessione aeroportuale di Catania vale un miliardo di euro, e se il vero obiettivo dei vertici fosse quello di ricavare 250 milioni per pagare le pensioni dei dipendenti della Camere di Commercio, perché non chiedono alla Regione di comprarsi una quota, anche di minoranza, della società di gestione, la SAC? Non si vede perché la Regione abbia potuto comprare le quote di Birgi e non possa fare la stessa cosa con Fontanarossa. Dunque l’obiettivo non è questo. Devono darci una spiegazione.
Agen vuol far credere di aver quasi convinto Toninelli della bontà della privatizzazione. A me non risulta: Il Ministro ha detto chiaramente, dopo aver incontrato i vertici della SAC, di nutrire forti perplessità al punto da temere che possa rappresentare un grosso errore il fatto di vendere una quota maggioritaria delle azioni da parte dei soci, che oggi sono soggetti tutti pubblici e che, per questo, il Ministero vigilerà su ogni singolo dettaglio affinché, laddove questo passaggio fosse portato avanti, non siano commessi errori.
L’abbiamo detto e vogliamo ripeterlo con le parole del ministro Toninelli: “Il principale errore è pensare di monetizzare oggi disinteressandosi del domani, cioè disinteressandosi di quale sarà il progetto, la prospettiva di crescita di un aeroporto così strategico come quello di Catania”.
Come ha ricordato il Ministro parlando delle concessionarie, deve finire il tempo in cui le società che ricevono in concessione dallo Stato infrastrutture come gli aeroporti decidono loro quali siano le condizioni da autoapplicarsi.
Per Musumeci è giunta l’ora di spiegare tante cose ai trapanesi che continuano oggi a protestare. A cominciare dalla nomina di Riggio, che intende fare di birgi uno scalo merci.
Ma il Presidente della Regione deve anche spiegare gli inquietanti ritardi nella nomina di un consigliere in sostituzione di Elena Ferraro, le cui dimissioni non sono mai state spiegate; il fatto che Airgest sia ancora dopo alcuni mesi senza un Direttore; come mai i vertici sempre dimissionari di Airgest siano ancora al loro posto e, visto che sono espressioni di privati, come mai siano stati posti alla guida di una società pubblica.
Ma soprattutto Musumeci deve spiegare come mai non sia ancora stato inviato un Piano di risanamento di Airgest all’Autorità di regolazione dei Trasporti, essendo questa la condizione per poterla ricapitalizzare.