Birgi: anni di menzogne

In questi giorni si cerca ancora di manipolare i cittadini dopo anni di menzogne su Birgi.
Oggi voglio sgomberare il campo, sperando in futuro di trovare persone che diano spazio alle posizioni ufficiali delle istituzioni, senza intermediazioni e false interpretazioni.

Per chi non avesse seguito la vicenda, avevo chiesto in un post su facebook che mi si spiegasse perché i contratti di comarketing con Ryanair si sono fermati e perché Angius o la Camera di Commercio non ne ripropongano uno subito. Ho chiesto anche se questi signori hanno letto i bilanci di Gesap e quanto paga Ryanair a Gesap. Ho chiesto anche di spiegare perché a Palermo si può fare il comarketing e a Trapani no.

Ho precisato nel mio post su facebook che le risposte dovrebbero fornirle proprio il presidente di Airgest Angius, il Presidente della Regione Musumeci, il presidente Gesap Giuffré.

Non dovrei essere io a rispondere alle mie stesse domande, ma data la situazione lo faccio, visto il silenzio di chi, pur avendo un ruolo istituzionale, descrive in maniera sommaria e distorta le cause della crisi senza dare una vera risposta ai bisogni dei cittadini.

Ma veniamo, punto per punto, alle risposte più urgenti per evitare che chi pensa di sapere tutto influenzi anche chi è in buona fede e cerca veramente di capire, anche perché c’è chi ha fatto affermazioni ignobili scrivendo che una parte della politica chiede accesso agli atti ogni settimana aspettando che la Guardia di Finanza vada in Airgest per farla chiudere.

Incredibilmente, questi stessi politicanti fanno accuse – non si sa bene con quale coraggio – di utilizzare l’accesso agli atti, che è un diritto sacrosanto di tutti i cittadini. Noi del Movimento 5 stelle, ad esempio, abbiamo sempre utilizzato questo diritto per poter leggere le carte e valutarle con l’aiuto di esperti. 

Sono vigliacchi coloro i quali pensano, in questo modo, di intimorire me, il movimento 5 stelle o qualunque cittadino che in questo territorio cerca la verità.

Mi sembra il minimo studiare per comprendere la realtà dei fatti, invece di continuare a spararle grosse come fanno sempre loro.

La loro credibilità in tema di Aeroporto è dunque pari a quella dei loro amici, cioè pari a “zero”.

Tutto quanto scopriamo oggi sugli atti regionali e su Birgi lo dobbiamo all’accesso agli atti ufficiali. Per cercare di difendere l’aeroporto dall’aggressione dei politici e dei lobbisti noi gli atti li abbiamo studiati e, a differenza di molti, li abbiamo capiti e sono la base per formulare le nostre proposte politiche.

Soltanto alla magistratura, invece, spetta chiarire eventuali responsabilità e verificare se ci sono ipotesi di reato che hanno danneggiato i cittadini e le casse dello Stato.

Perché i contratti di comarketing con Ryanair si sono fermati?

In alcuni commenti e articoli di stampa si afferma che in precedenza la normativa permetteva l’acquisto di “pacchetti” di turisti. Poi le norme sarebbero cambiate e adesso le regole sul comarketing non permettono più ad Airgest di contrattare direttamente con le compagnie aeree.

Non è vero. Chi dice questo, non sa di cosa parla e peraltro mente.

La normativa europea non permetteva affatto l’acquisto di “Pacchetti” di turisti. A certe condizioni, queste norme permettono ancora oggi l’avviamento di rotte aeree con contributi al vettore per tre anni, ma non l’acquisto di un certo numero di passeggeri.

Decine di decisioni della Commissione europea hanno condannato le low cost a restituire i finanziamenti ricevuti dalle società aeroportuali e dalle regioni. Altre decisioni condannano anche gli aeroporti a restituire i finanziamenti eccessivi dati dalle Regioni. 

Ma la normativa europea in questione risale addirittura al 2005 ed è stata aggiornata nel 2014. Inspiegabilmente, per cinque lunghi anni i vertici dell’aeroporto, la Regione siciliana e alcuni esponenti di comitati (si badi bene, non parliamo tutti i partecipanti ai comitati) hanno fatto finta di nulla.  Ai trapanesi si voleva e si vuole, cioè, far credere che l’illegalità sia meglio della legalità: fino a quando la patata si fà bollente e tutti cercano scuse per non toccarla. Oggi siamo in questa situazione.

Perché Angius o la Camera di Commercio non ripropongono subito il comarketing?

In alcuni commenti e/o articoli leggiamo che adesso il Presidente Angius non ripropone contratti di co-marketing perché Trapani non passa il test MEO.

Niente di più falso. Si tratta del solito tentativo di confondere l’interlocutore.

Al riguardo, segnaliamo per rinfrescare la memoria a tutti che i primi a parlare di aiuti di stato e di test MEO siamo stati noi del Movimento 5 Stelle, proprio per avvertire dei rischi che si correvano, mentre altri facevano a gara per ottenere visibilità politica puntando proprio sul comarketing.

Facevano finta di non capire la situazione di pericolo, perché c’era sempre una campagna elettorale in corso e volevano assolutamente prendere i voti degli elettori che, in buona fede, hanno anche creduto alle loro promesse.

La legge però era già chiara allora e oggi si tenta di raccontare questa storiella per mascherare le responsabilità.

Quando si afferma che la Camera di commercio il comarketing non può più farlo perché è un ente pubblico si cerca solo di spostare l’attenzione.

Ma come, mi chiedo? La Camera di commercio non era un ente pubblico anche quando firmava accordi nel fino al 2014? Quando coinvolgeva tutti i sindaci? Oppure è diventato un ente pubblico soltanto adesso per utilizzare questo argomento per tentare di giustificare quanto fatto in precedenza?

Bisogna avere l’onestà intellettuale di dire che questo sistema del comarketing era sbagliato fin dal principio. E’ un sistema illegale, che ha messo a rischio addirittura i sindaci che hanno erogato fondi comunali.

In aggiunta, i sindaci si sono visti accollare dalla Regione, irresponsabilmente, anche la gestione di ingenti fondi regionali per il comarketing.

Qualcuno ha letto i bilanci di Gesap? Quanto paga Ryanair a Gesap?

Per quanto riguarda il fatto che Punta Raisi paga diversi milioni di euro all’anno a Ryanair – e che può farlo legittimamente perché supera il MEO test e anche perché il 50% circa dei voli sono operati da vettori che operano senza contropartita – questa dimostra l’incompetenza di chi lo afferma.

Chi afferma, senza avanzare alcun dubbio, la legittimità dell’operato di Gesap, lo deve fare spiegando a tutti a quali norme di legge si riferisce, per capire se le norme sono state rispettate. Serve soprattutto che ci dicano quali verifiche sono state fatte sulla Gesap di Palermo per verificare se sono stati erogati legittimamente fondi a Ryanair e, dunque, per dimostrare che questi incentivi superano effettivamente il test MEO.

Al riguardo, la supponenza di certi esperti improvvisati è illimitata. Non vogliamo parlare di ignoranza, ma se qualcuno è a conoscenza di cose che non abbiamo capito ci illumini. Anche perché l’eventuale malafede in questo campo sarebbe veramente dannosa per Birgi.

Angius, ad esempio, che tra l’altro è anche azionista di Gesap, ha fatto queste verifiche? Quali sono i risultati? I fondi erogati dalla Gesap ai vettori low cost sono stati veramente erogati legittimamente?

Il dubbio è molto più che legittimo, direi che è doveroso approfondire, ma sono curioso di sapere se in qualità di Presidente dell’Aeroporto di Birgi, lo stesso Angius ha almeno cercato di difendere l’Aeroporto chiedendo le verifiche e denunciando eventuali anomalie nella concorrenza selvaggia tra i due scali agli organi competenti, all’ENAC o all’Autorità di regolazione dei Trasporti.

Dica anche Musumeci cosa ha fatto la Regione siciliana e cosa intende fare per evitare questa concorrenza selvaggia.

Sono domande semplici, che tutti capiscono. E sono domande che ancora oggi, al contrario di quello che alcuni vogliono far credere, non hanno una risposta ufficiale.

Qual è la nostra proposta e l’unica strada percorribile in questa difficile situazione?

Voglio essere chiaro.  Apprezzo e aiuterò in tutti i modi progetti e idee dei cittadini che intendono partecipare alla politica, come ho sempre fatto, ma invito anche tutte le persone in buona fede a dire la loro con la massima chiarezza e serietà.

Abbiamo proposto il Gestore pubblico unico di “tutti” gli aeroporti siciliani, in modo tale che nessuno scalo faccia altri scali prigionieri.

Questa proposta serve proprio a distribuire razionalmente il traffico tra gli aeroporti dell’isola, e in definitiva a togliere questi scali dalle mani di quei politici che li hanno messi in concorrenza tra loro, distruggendo i piccoli aeroporti di Trapani e di Comiso nell’indifferenza totale dei loro partiti.

In Sicilia, purtroppo, questo percorso è stato segnato dal governo Crocetta, dal Governo Renzi e dal cosiddetto Sistema Montante.

Senza entrare in dettaglio, invece di incoraggiare fusioni parziali Trapani-Palermo e Catania-Comiso, e privatizzazioni nell’interesse di chi vuole fare profitto, è ora di voltare veramente pagina e di seguire il modello spagnolo, dove tutti gli aeroporti sono pubblici e appartengono ad un’unica società, che funziona alla perfezione anche per la continuità territoriale con le isole e che ha fatto crescere di molto il turismo.

Se Musumeci vuole, si può fare. Lo abbiamo invitato più volte pubblicamente a confrontarsi con il Governo nazionale su questo punto.

Se non lo vuole fare, nessun altro potrà chiedere al Governo nazionale di fare la propria parte per risolvere questi problemi e le legittime aspettative dei cittadini saranno messe all’angolo.