TRAPANI BIRGI, SANTANGELO: NO ALLA FUSIONE TRA AIRGEST E GESAP. UNICA CABINA DI REGIA REGIONALE PER GLI AEROPORTI

Sono stato invitato all’incontro al Consiglio Comunale Aperto di Trapani di oggi, 22 novembre 2018, sulla crisi dell’aeroporto di Trapani/Birgi, ma non ho potuto garantire la mia partecipazione e questa è la ragione per cui, data l’enorme importanza dell’argomento già ieri sera, in diretta facebook da Roma, vi ho parlato di aeroporti come Birgi che in tutta Italia hanno subito una crisi talvolta irreversibile.

Birgi è un aeroporto importantissimo per i cittadini, per i giovani che si spostano, un servizio fondamentale nel territorio trapanese, e il trasporto aereo è l’unico modo per raggiungere una zona della Sicilia che, purtroppo, ha innumerevoli carenze infrastrutturali.

Il nodo fondamentale che adesso dobbiamo sciogliere è se privatizzare o lasciare pubblico l’aeroporto.

Si è arrivati cioè, spinti dalla crisi, al punto di concepire una fusione di Airgest (Birgi) con Gesap (Punta Raisi) ma questo è un progetto che risale al Piano di Crocetta del settembre 2017. Crocetta aveva già deciso di portare Airgest alla fusione con Gesap oppure di venderne le quote a privati. Tutto ciò è scritto nel Documento di Revisione Straordinaria delle Partecipate.

Abbiamo raccolto anche altri documenti e li abbiamo studiati. Avevamo già capito, esaminando i bilanci e interloquendo con l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che i contributi di comarketing hanno fatto guadagnare solo il vettore atterrato a Trapani ma contemporaneamente hanno portato l’Airgest al dissesto. Adesso siamo certi che, nel pieno della crisi, l’Autorità non aveva neanche ricevuto dalla Regione un vero Piano di risanamento dell’Airgest.

Lo abbiamo scoperto leggendo unOrdinanza della Corte dei Conti depositata il 31 gennaio di quest’anno, nella quale la Corte fa presente alla Regione l’obbligo di inviare all’approvazione dell’Autorità dei Trasporti un Piano di risanamento triennale, proprio perché si trattava di salvare un’entità importantissima come Airgest, che fornisce al pubblico servizi di interesse generale.

Ci sono molte domande: Questo piano è stato poi realizzato e inviato alla Corte die Conti? È stato inviato e approvato all’Autorità dei Trasporti? Se non si è fatto, perché? In ogni caso vanno accertate dalla magistratura le responsabilità dei protagonisti di omissioni così evidenti.

La Regione siciliana ha dunque speso soldi dei contribuenti ma i risultati negativi sono sotto i nostri occhi. C’è però chi racconta ancora che Airgest è stata risanata e che adesso è “appetibile”. Insieme ai nostri portavoce regionali Valentina Palmeri e Sergio Tancredi, con i quali portiamo avanti le ricerche, con un lavoro meticoloso, in questi giorni ci chiediamo: Appetibile per Chi?

La Corte dei Conti ha acceso una luce sul fatto che tale piano non era neanche allegato al Verbale dell’Assemblea straordinaria Airgest dell’8 agosto 2017 che pure aveva deliberato la sua approvazione. Sembra assurdo che il Piano preparato dai consulenti non fosse un Piano di Risanamento, ma è così. Addirittura, una parte del documento doveva essere detta “oralmente”, e dunque la Corte dei Conti non poteva non contestarne la trasparenza.

Il nostro studio ha approfondito molte questioni che stanno alla base del fallimento di questa politica aeroportuale che ha fatto prevalere la legge del più forte e che condanna le strutture più piccole come Birgi ad essere subalterne a quelle più grandi. La forza di Punta Raisi ha tolto l’ossigeno a Birgi e il nuovo governo regionale ha proseguito verso la dismissione senza vigilare abbastanza e senza neanche chiedersi se fosse obbligatorio dismettere la società, come si diceva nel Piano Crocetta.

E infatti, non era affatto obbligatorio dismettere Airgest.

Molto denaro pubblico è stato investito, ma i documenti dimostrano che una vera programmazione su Birgi non è mai esistita e che la società è stata lasciata al suo destino. Questi e altri documenti lo provano.

Perché Musumeci ha proseguito su questa strada scivolosa ed ambigua, tracciata da Crocetta e ribadita dall’Assemblea straordinaria Airgest del 19 luglio 2018?

I Sindaci della provincia di Trapani hanno fatto negli ultimi anni molti sforzi, e a loro deve andare il nostro ringraziamento, ma adesso è evidente l’intenzione di dare l’Aeroporto di Birgi a Gesap. Non lo dobbiamo permettere e io sarò con loro in prima linea.

L’antidoto alla polpetta avvelenata della fusione senza condizioni e senza programmazione è l’accorpamento di tutti gli aeroporti. Mettendoli in rete per creare una Destinazione Sicilia, daremo la possibilità anche ai piccoli scali di avere un maggiore potere contrattuale nei confronti dei vettori, con una Regia pubblica, solo pubblica, che faccia l’interesse pubblico.

Chi dice che non abbiamo le idee o le proposte ma che vogliamo solo denunciare si sbaglia. Noi siamo disponibili a discuterne in tutte le sedi opportune, politiche e tecniche, se la Regione manifesterà questa esigenza.

Ho detto in diretta che il Governo nazionale è disponibile ad aprire immediatamente un tavolo per trovare insieme delle soluzioni, ma questa volontà deve partire necessariamente dalla Regione siciliana, e in particolare dal suo Presidente Musumeci, del cui ruolo istituzionale abbiamo grandissimo rispetto, e che siamo disposti ad ascoltare ed aiutare in ogni momento se volesse attivarsi in tal senso.

Ho visto un atteggiamento propositivo anche sul territorio per una nuova stagione del marketing territoriale, fuori dagli equivoci del cosiddetto comarketing. Sarà importante fare marketing in rete tra enti locali e operatori, ma vedo opportunità di sviluppo enormi anche e soprattutto a livello regionale.

Per questo, dobbiamo prima sistemare il funzionamento della nostra rete regionale del trasporto aereo.

Anche molti cittadini, alcuni anche dall’estero hanno iniziato a fornire qualche idea. Terremo conto di tutti i contributi, ma gli aeroporti in Sicilia devono rimanere pubblici.