In Senato si torna a parlare del ruolo della mafia e della massoneria sulle stragi e sui grandi misteri del nostro Paese

Si è tenuta oggi, presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa di Presentazione del libro “La Bestia” del dott. Carlo Palermo, l’ex procuratore di Trapani scampato al tragico attentato di Pizzolungo in cui rimasero vittime una mamma con i suoi due bambini.
Tra i relatori dell’evento che ho avuto l’onore di promuovere anche il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, sen. Nicola Morra, l’On. Maria Fida Moro, il Dott. Giovanni Tamburino e la Dott.ssa Antonella Beccaria.
E’ stato un appuntamento cui tenevo particolarmente, ispirato dal prezioso contributo frutto di anni di indagini e ricerche del dott. Palermo.
Abbiamo ascoltato le importanti testimonianze di tutti i relatori intervenuti, dalla strage di Pizzolungo, fino al caso Moro. Un momento molto toccante è stato il ricordo delle vittime della mafia, degli attentati terroristici e delle altre grandi tragedie del nostro Paese, ancora oggi avvolte nel mistero.
Servitori dello Stato che spesso vengono ricordati solo nel giorno delle stragi o dei loro tragici anniversari.
Poi il ricordo dei più grandi uomini della storia della nostra Repubblica, sempre più nitido nonostante gli anni che passano. Quello dei magistrati che hanno vissuto le esperienze degli accertamenti in quegli anni: Ciaccio Montalto, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. Delle “luci” nella vita per il dott. Palermo, ma che devono esserlo ogni giorno sempre di più anche per tutti noi.
Molto emozionante anche la testimonianza di Maria Fida Moro, che ha ricordato quegli anni, da figlia e da cittadina, rammentando con amarezza che ancora oggi il padre non è stato riconosciuto come vittima del terrorismo.
Dall’analisi degli atti del dott. Palermo è emerso lo stretto collegamento tra mafia e massoneria, così come tra terrorismo e gli obiettivi della politica internazionale.
Un evento in cui si è apertamente parlato di quei poteri e di quelle forze, neanche troppo occulte, che si intrecciano e agiscono silenziosamente condizionando a volte la sovranità dei vari Stati.
Quello di oggi è stato un segnale importante, in una delle massime sedi istituzionali, al fine di mettere a nudo le responsabilità di uno Stato che ha bisogno di ritrovare la propria identità. Sono trascorsi decenni, ma non smetteremo mai di rassegnarci. Continueremo a parlarne fin quando non ci sarà verità e giustizia, perché non si può cambiare il presente se non si sciolgono i nodi del passato.