La mia settimana #60

La scorsa settimana Matteo Salvini ha deciso di aprire la crisi di Governo e ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del nostro Presidente Conte.
Una scelta scellerata per la quale dovrà assumersi tutte le gravi responsabilità che ne deriveranno.
Prima fra tutte quella di aver fatto cadere un Governo voluto dal popolo che in poco più di un anno è riuscito ad approvare provvedimenti importantissimi che i cittadini attendevano da tanto tempo!

Questa settimana quindi il Senato si è riunito per decidere il giorno in cui convocarsi per discutere la mozione di sfiducia.
Lunedì, infatti, ho partecipato in Senato ai lavori della Conferenza dei Capigruppo, che si occupa di predisporre il calendario dell’Aula.

Non è stato raggiunto il voto unanime di tutti i gruppi parlamentari, pertanto è stato necessario discutere e votare il calendario in Aula, nella seduta di martedì pomeriggio.
Per la prima volta è apparsa evidente la spaccatura nella maggioranza, con la Lega che ha deciso di votare insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia contro la nostra proposta di fissare per il 20 agosto la data delle Comunicazioni del Presidente Giuseppe Conte e la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega.

Nel corso del dibattito abbiamo assistito all’ennesima presa in giro del ministro Salvini che dopo avere annunciato il voto favorevole al taglio dei parlamentari, ha confermato che sfiducerà Giuseppe Conte.
Una mossa disperata. Il 20 agosto, infatti, ci saranno le comunicazioni di Conte in Senato a seguito delle quali il nostro presidente sarà sfiduciato dalla Lega.
La conferenza dei Capigruppo della Camera dei Deputati di martedì ha calendarizzato per il 22 pomeriggio il voto sul taglio dei parlamentari.
La Lega ha fatto bene i conti, perché quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto avrà la scusa per non tagliare i parlamentari due giorni dopo, prendendo ancora una volta in giro gli italiani.

Adesso ci aspettano mesi impegnativi, ma noi non molliamo. Siamo pronti, sarà il Presidente della Repubblica il solo ad indicare la strada per eventuali nuove elezioni.