La mia settimana #83

Si chiude oggi un’altra settimana di lavoro in Senato.

Martedì in Commissione Lavori pubblici abbiamo ascoltato le Comunicazioni del Ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, sulle linee programmatiche in tema di telecomunicazioni. Sono emersi tanti spunti molto interessanti tutti basati sul comune obiettivo di sfruttare le opportunità che le nuove tecnologie possono offrire in tanti settori essenziali per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese.

Nel corso della stessa seduta abbiamo poi concluso l’esame del decreto Alitalia, al fine di consentirne l’immediata e definitiva approvazione anche in Aula, arrivata con il voto finale di mercoledì.

La conversione di questo decreto era molto importante per la sopravvivenza della compagnia di bandiera, un patrimonio del nostro Paese che intendiamo salvaguardare. Con questo fine abbiamo previsto un immediato stanziamento di fondi indispensabili per garantire la continuità operativa della società, prevedendo, al tempo stesso, un termine di 6 mesi a disposizione della struttura commissariale che dovrà procedere al risanamento e al rilancio di Alitalia sul mercato.

Nel corso degli anni tanti sono stati i tentativi per il salvataggio della compagnia e tante le risorse utilizzate, che però non sono bastate per arrivare ad una soluzione definitiva. Proprio questo è l’obiettivo del decreto approvato. Un obiettivo ambizioso, ma in cui crediamo fermamente e per il quale sussistono, oggi, tutte le condizioni necessarie: dall’immenso patrimonio societario da valorizzare, costituito da un know-how unico al mondo e da un brand di fama internazionale, all’impegno costante del nostro Governo passando per la volontà di intervenire in modo strutturale su un settore, quello del trasporto aereo, in costante e continua crescita.

Alitalia rappresenta il nostro Paese nel mondo. Con questo decreto potremo sanarla e rilanciarla per consentire alla nostra compagnia di continuare a volare.

Nel pomeriggio di martedì in Aula è intervenuto il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha presentato la relazione sull’amministrazione della giustizia, ripercorrendo i grandi passi in avanti fatti nell’ultimo anno di Governo.

Dal potenziamento delle strutture e del personale della giustizia con numerose nuove assunzioni di magistrati ordinari e personale amministrativo ai tanti importanti provvedimenti approvati in pochi mesi, come la legge Spazzacorrotti, la legge per il contrasto al voto di scambio politico-mafioso, lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, il decreto che migliora la disciplina delle intercettazioni, in questi giorni all’esame della Commissione Giustizia, e le ormai prossime riforme del processo civile e penale che finalmente contribuiranno a creare un ordinamento giuridico in grado di garantire la certezza della giustizia in tempi certi e ragionevoli.

I lavori d’Aula sono poi proseguiti nella giornata di giovedì con il voto a due diversi disegni di legge di ratifica di trattati internazionali (il n. 1168 e il n. 1376) e con l’informativa urgente del Ministro della Salute sull’emergenza sanitaria riguardante il Coronavirus.
Il nostro Governo, supportato da tutte le istituzioni e delle organizzazioni e degli enti nazionali e internazionali coinvolti, sta seguendo costantemente l’evolversi della situazione epidemiologica, anche a livello internazionale. Al fine di disporre di poteri speciali nell’ottica della massima prevenzione, il Consiglio dei Ministri di venerdì ha deliberato lo stato di emergenza nazionale, avviando immediatamente e in via precauzionale tutte le misure che hanno addirittura anticipato le indicazioni e le linee guida delle massime autorità sanitarie europee e internazionali.

L’Italia è stato il primo Paese europeo a sospendere tutti i voli da e verso la Cina. Ma già da diversi giorni erano state adottate tutte le precauzioni necessarie come la sospensione dei voli diretti con la città di Wuhan, centro della diffusione epidemiologica, i rigidi controlli su merci e passeggeri presso gli scali di Malpensa e Fiumicino e l’istituzione di una task force ministeriale composta dalle Autorità e dagli esperti del settore, con il compito di seguire in tempo reale l’andamento epidemiologico della malattia.