La mia settimana #53

Siamo giunti al termine di questa importante settimana, iniziata lunedì con le consuete riunioni dedicate all’organizzazione dei lavori in Parlamento della settimana corrente e della programmazione delle settimane successive.
Nella giornata di martedì ho seguito la seduta della Commissione Affari costituzionali del Senato dove sono state trattate le nostre riforme costituzionali attualmente in discussione in Parlamento: la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione del Cnel e l’introduzione del Referendum propositivo.

La prima, riguardante la riduzione del numero dei parlamentari, si trova in una fase più avanzata rispetto alle altre due. Siamo, infatti giunti alla seconda deliberazione. Basterà un altro voto da parte di entrambe le Camere a maggioranza assoluta per tagliare 345 poltrone, risparmiare 500 milioni di euro a legislatura e avere un Parlamento finalmente più snello ed efficiente. Nella seduta di martedì è stato avviato l’iter in Commissione. Molto presto il provvedimento approderà in Aula per essere votato.

La riforma costituzionale sull’abolizione del Cnel è stata l’ultima ad essere presentata, ma è avviata verso un iter piuttosto rapido. L’intervento normativo mira ad abrogare l’articolo 99 della Costituzione al fine di abolire il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Un organo di rilevanza costituzionale che sin dalla sua istituzione si è rivelato poco utile e poco incisivo a fronte del ruolo assegnatogli dai nostri Padri Costituenti sia per numero di provvedimenti prodotti che per la sua portata rappresentativa nei confronti delle forze sociali che lo compongono. Leggi qui l’approfondimento dedicato a questo disegno di legge.

Per ultima, è stata trattata la riforma costituzionale riguardante il potenziamento dell’istituto dell’iniziativa legislativa popolare previsto dall’articolo 71 della Costituzione, con l’introduzione nel nostro ordinamento di un nuovo strumento di democrazia diretta: il Referendum propositivo. Un mezzo fondamentale che permetterà a tutti i cittadini di incidere direttamente e senza mediazioni su scelte politiche importanti per il nostro Paese. Stiamo prestando massima attenzione al testo di questa riforma, la più importante che stiamo portando avanti in tema di democrazia diretta. L’originaria formulazione è stata arricchita anche grazie agli importanti contributi di tutti gli esperti auditi in commissione e dei rilievi delle opposizioni. La prossima settimana procederemo all’esame degli emendamenti per portare al più presto in Aula anche questo provvedimento.

Ma questa è stata anche la settimana del decreto Crescita! Mercoledì pomeriggio e giovedì sono stato in Aula in Senato per l’esame e il voto per la definitiva conversione in legge.
Si tratta di un provvedimento in cui abbiamo inserito tantissime misure per il rilancio della nostra economia: dagli interventi fiscali, alle norme per favorire le imprese e gli investimenti, pubblici e privati.
Tra le novità normative più rilevanti introdotte: la progressiva riduzione della pressione fiscale sulle imprese; agevolazioni e crediti di imposta sugli investimenti produttivi; semplificazioni burocratiche in materia fiscale in favore dei contribuenti; incentivi per i lavoratori rimpatriati e per gli interventi di rigenerazione urbana, efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico. E ancora, numerose norme in materia di tecnologia finanziaria; importanti misure a tutela del made in Italy; interventi per il salvataggio di Roma e altri comuni in dissesto. Con questo provvedimento abbiamo anche ampliato la platea dei risparmiatori truffati dalle banche che saranno presto risarciti e con la “norma Fraccaro” (articolo 30 del decreto) abbiamo diviso mezzo miliardo di euro tra tutti i comuni d’Italia destinati a realizzare interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e per lo sviluppo sostenibile del territorio!

Nella giornata di sabato sono stato a Palermo per partecipare ai lavori del Comitato per il rilancio dell’Aeroporto di Birgi, un incontro che avevo sollecitato da mesi.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo partecipato in massa. Per salvare Birgi è necessario che la Sicilia funzioni come sistema. Abbiamo ribadito al Presidente Musumeci che siamo a disposizione per lavorare al fine di andare in questa direzione. Leggi qui il comunicato completo.