M5S alla riunione per Birgi: Trapani si salva solo se la Sicilia fa sistema

Oggi una foltissima rappresentanza di parlamentari del Movimento 5 Stelle ha partecipato stamattina ai lavori del Comitato per il rilancio di Birgi. Con me hanno preso parte all’incontro l’Europarlamentare Ignazio Corrado, i parlamentari M5S Antonio Lombardo, Piera Aiello, Caterina Licatini, Vita Martinciglio, Francesco Mollame e la deputata ARS Valentina Palmeri.
L’occasione di incontrare il Presidente Musumeci era stata da me sollecitata più volte negli ultimi mesi per ribadire la disponibilità del Governo nazionale ad aprire un tavolo tecnico sul sistema aeroportuale siciliano e sulla crisi di Birgi.
Il Movimento 5 Stelle già due anni fa aveva segnalato criticità e anomalie nella gestione di Birgi, ed aveva anche avanzato una mozione all’Assemblea Regionale per salvare Airgest.
Abbiamo sempre fatto proposte concrete perché senza programmazione il nostro aeroporto è destinato a soccombere. Birgi si è infatti trovato in concorrenza diretta con un altro aeroporto pubblico, Punta Raisi. Ho già segnalato al ministro Danilo Toninelli che occorre vigilare in futuro per evitare distorsioni del genere, che privano il nostro scalo di prospettive e che non devono più verificarsi in nessun aeroporto minore per non vanificare gli interventi della Regione e dello Stato.
In questa situazione di crisi non possiamo e non dobbiamo illudere i cittadini, che sono già esasperati. Le soluzioni gestionali per Airgest sono di competenza del Governo regionale. Il Governo nazionale può lavorare soltanto in termini di pianificazione e di programmazioni a lunga scadenza. Ad esempio, nel nuovo Piano nazionale Aeroporti ci sarà attenzione verso gli aeroporti minori e per l’incentivazione di reti aeroportuali. La programmazione dei voli, infatti, dipende dalle compagnie aeree ed è dimostrato che non si può realizzare dando contributi senza seguire le regole e senza una programmazione strategica pluriennale che, al momento, manca in Sicilia.
Birgi si salva se la Sicilia intera funziona come un sistema. Non ho la delega alle Infrastrutture, ma se il Presidente Musumeci vorrà assumersi la responsabilità politica di coordinare tutti gli aeroporti siciliani mi troverà al suo fianco per far uscire l’Isola dal ritardo di sviluppo in cui ancora si trova.
Sulla stessa linea anche l’Europarlamentare Ignazio Corrao ha dichiarato la propria disponibilità ad aprire anche tavoli negoziali a Bruxelles sulla crisi degli aeroporti minori.
Durante l’incontro sono stati posti vari spunti di riflessione, per non ripetere errori del passato e avanzate diverse proposte, come quella della Portavoce all’Ars Valentina Palmeri, che ha chiesto di verificare anche la percorribilità del modello aeroportuale pugliese, Regione che ha messo in rete tutti i suoi aeroporti attraverso la costituzione di una società interamente pubblica di proprietà regionale. La deputata ha ribadito che bisogna fare progettazione su scala regionale e sinergia tra gli aeroporti a vantaggio di tutta l’Isola.
Nel corso dell’incontro, l’intera delegazione del M5S ha più volte ribadito questo concetto di società unica regionale, di proprietà pubblica, come strumento per gettare basi solide per lo sviluppo dei prossimi anni, anche perché Il trasporto aereo raddoppierà entro il 2030 e la Sicilia non deve stare ferma.
La condizione di insularità pone alla Sicilia sfide maggiori di quelle affrontate in Puglia e il 2030 non è poi così lontano e il Polo unico regionale, per i rappresentanti del Movimento, sarebbe una strategia vincente a beneficio del turismo.
E’ una proposta che avanziamo da tempo per affrontare un contesto concorrenziale in cui il potere di mercato è nelle mani di pochi vettori. Ho detto al Presidente Musumeci che a mio avviso il tema non può essere la privatizzazione, ma un serio coordinamento che il governo nazionale può senz’altro incentivare. Ormai è indispensabile fare sistema, ed è l’unica condizione per far tornare Birgi in pieno esercizio.