Misure per il recupero di beni culturali.

E’ ben nota l’importanza della conservazione e del mantenimento su tutto il territorio nazionale dei beni culturali di alto valore storico.  Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 22/01/2004 n.42  – “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” -, i soggetti pubblici e i proprietari, o comunque possessori o detentori, privati hanno l’obbligo di garantire la conservazione dei beni culturali di loro proprietà e che i costi ricadano su di loro.

Il governo nazionale con le disposizioni attuative dell’art.1 della Legge di Bilancio 2018 in materia di contributi di cui all’art.35 Codice Beni Culturali e il successivo decreto del 24 ottobre 2018 firmato dal ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, ha regolamentate le disposizioni attuative per la concessione dei contributi ai privati previsti dall’articolo 35 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Le domande di contributo dovranno essere presentate esclusivamente per via telematica (utilizzando la modulistica presente sui portali delle Soprintendenze regionali) nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 maggio di ciascun anno (2019 e 2020). Sono stati stanziati 10 milioni per il 2019 e 20 milioni per il 2020.

Nell’accoglimento delle istanze ai competenti uffici regionali del Mibac, si darà priorità ai seguenti interventi:

ricostruzione a tutela del patrimonio culturale nelle aree colpite da eventi sismici o altri eventi calamitosi;

situazioni eccezionali connesse al rispetto di intese istituzionali di programmi;

situazioni di grave difficoltà economica del beneficiario da accertare e documentare a cura del competente Segretariato Regionale del Ministero;

regolare apertura al pubblico del bene culturale;

superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche;

ricostruzione e tutela del patrimonio culturale nelle aree urbane degradate delle periferie.

Nell’ambito di ogni criterio si provvederà al riconoscimento dei contributi tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione della domanda, ivi incluse quelle eventualmente non soddisfatte l’anno precedente.

Anche la Regione Siciliana con decreto 23 agosto 2018 “Disposizioni per la presentazione delle istanze agevolative per le dimore storiche” dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dell’Assessorato dell’Economia, in adempimento all’art. 8 comma 2 della Legge 8 maggio 2018 n. 8 “Legge di stabilità 2018”, per gli interventi negli edifici di interesse culturale destinati ad uso abitativo ha destinato 850mila euro nel 2018 e 740 mila euro circa nel 2019 e nel 2020, sempre come previsto dall’art. 35 del D.lgs 22 gennaio 2004, n. 42.

L’interesse che molti privati manifestano sull’argomento, dimostra una crescente sensibilità dell’opinione pubblica sul tema della conservazione del patrimonio storico culturale del nostro Paese. Il tema della tutela dei beni vincolati, dell’importanza che i restauri vengano eseguiti a regola d’arte facendo ricorso a professionisti specializzati  e ad operatori qualificati è molto importante.
E’ chiaro che allo stato attuale non è possibile presentare istanza di contributo, ma tutti coloro che vogliono fare un intervento di restauro, potranno presentare le richieste a partire dall’1 gennaio al 31 maggio del 2020 ai sensi del decreto MIBAC decreto del 24 ottobre 2018 e dall’1 gennaio al 31 marzo 2020 ai sensi del decreto 23 agosto 2018 della Regione Siciliana.