“Aeroporto Vincenzo Florio-Trapani Birgi tra cielo e terra” – di Vito Maria Mancuso

I possibili scenari dell’aeroporto di Trapani sono stati presentati al MiBACT nel progetto di candidatura dell’Unione dei Comuni Elimo Ericini al bando Capitale italiana della cultura 2018 giunto tra le dieci città finaliste e vinto dalla vicina città di Palermo.

Il Dossier di candidatura dell’U.C.E.E., curato dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Trapani “Francesco La Grassa”, nel capitolo “Rete Mobilità- Accessibilità e Trasporti” aveva considerato l’ hub trapanese in sinergia con il vicino aeroporto internazionale di Palermo “Falcone e Borsellino” distante appena 100 km.

L’attuale crisi dello scalo trapanese causato dal ridimensionamento dei voli da parte di una compagnia low cost beneficiaria del co-marketing pubblico, manifesta la mancanza di strategie di sviluppo da parte degli attori coinvolti nella promozione del territorio. L’estremo lembo Sud-Occidentale di Sicilia, ricco di attrattive per i flussi del turismo nel Mediterraneo dopo i tragici eventi delle aree Maghrebine e del Medio Oriente successivi alle primavere arabe.

Lo studio del Dossier di candidatura 2018 del territorio trapanese da parte della Fondazione degli architetti di Trapani, coordinato dallo scrivente con la collaborazione dello studio Stardust* del collega Francesco Ducato e la turismologa dr.ssa Carla Athayde, ha analizzato i flussi Via Aria dal 2000 sino alla primavera 2016 dei due aeroporti siciliani occidentali nei collegamenti nazionali e internazionali, e simulando le relative proiezioni di scenario sei i due scali fossero serviti da un collegamento ferrato interno alle aerostazioni.

Inoltre l’analisi delle Reti di Mobilità ha contemplato gli Accessi dal Mare ( i porti di Trapani, Marsala, Mazara e i porti turistici), gli Accessi da Terra (gommati e ferrati), l’unica Funivia esistente che collega la valle e il centro storico di Erice.

…Questo studio è stato propedeutico alla formulazione di un sistema di messa in Rete delle risorse culturali esistenti, i musei, i siti archeologici, i percorsi paesaggistici e delle riserve naturali della provincia trapanese, i centri storici, coinvolgendo nel progetto, come partner istituzionali, le citta di Trapani, Calatafimi-Segesta, il comune di Favignana con le isole Egadi, l’Istituto di Ricerca Scientifica Ettore Majorana di Erice, il Distretto Turistico della Sicilia Occidentale. In pratica tutte quelle realtà pubbliche e private da sole organizzano eventi di promozione del territorio con i dati delle presenze turistiche di cui in questi giorni sono stati presentati dall’Ufficio Statistica del Libero Consorzio Comunale di Trapani (l’ex Provincia).relativi al biennio 2016-2017.

Il progetto del Dossier U.C.E.E. a Capitale italiana della cultura 2018, insieme alle altre otto città finaliste è stato così definito dal ministro Dario Franceschini:
Abbiamo visto che questa competizione virtuosa genera un meccanismo di partecipazione condivisa. Essere nella short list è un po’ come ricevere una nomination all’Oscar: consente di lavorare molto anche in termini di progettazione e promozione”.

Per gli anni a venire, la comunità degli architetti trapanesi, si augura che il precedente di questa esperienza di collaborazione di visione tra operatori culturali e pubbliche amministrazioni, possa risollevare le aspettative degli abitanti di questo straordinario territorio, con la realizzazione di nuove strutture culturali di attrazione internazionale (penso ad museo dedicato all’artista trapanese Carla Accardi) in modo da permettere il prolungamento della stagione turistica in tutti i mesi dell’anno, promuovendo la cucina mediterranea genuina di tradizione, le coste con acque da bandiera blu, con una ricettività alberghiera per tutte le tasche.

Solo lavorando a Terra si possono risolvere le problematiche di un piccolo aeroporto che per ora ritiene di avere in cielo.

Vito Maria Mancuso

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