#IoProtestoTogliendoLaCravatta

#ControIlRosatellumBis #ControLaLeggeElettorale

Signor Presidente, onorevoli cittadini che ci ascoltate da fuori, mi sono chiesto fino a qualche minuto fa se fare o meno questo intervento, perché la sua efficacia all’interno del Parlamento è pressoché nulla, ormai lo abbiamo capito: in questo Parlamento non si può discutere, non si può entrare nel merito delle questioni.
In Commissione siamo stati bloccati, siamo stati impossibilitati ad apporre eventuali modifiche.
In Aula, i tempi sono stati contingentati, il che – per spiegarlo ai cittadini fuori da qui – significa che è stata messa la cosiddetta ghigliottina, cioè è stata tolta la possibilità di incidere, in una fase in cui si può discutere ed eventualmente modificare o anche bocciare le proposte emendative.

Quella che si sta facendo oggi è una farsa, perché è una discussione generale su una fiducia, anzi no signor Presidente, su una fiducia quintupla, perché vi siete superati nell’esercizio delle fiducie, anzi direi decupla, perché dopo averne poste cinque alla Camera, ne avete poste altre cinque al Senato. Anzi, il Presidente mi fa cenno che alla Camera ne sono state poste solo tre, ma poco cambia. Il fattore rimane lo stesso: l’impossibilità di dare realmente il proprio contributo.

Una cosa è certa, dato che il sistema che è stato adottato qui in Parlamento non consente, a volte, nemmeno di correggere gli errori: il testo che è stato votato alla Camera non è lo stesso che sarà votato qui in Senato. Questo è un dato di fatto oggettivo. Questo sistema non consente di modificare un errore fatto alla Camera, perché il Senato per questioni regolamentari non può intervenire su quello che è stato fatto alla Camera.

A quel punto che cosa fai? Pensi che gli arbitri istituzionali, quelle figure che dovrebbero essere sopra le parti, intervengano per cercare di porre rimedio a questo errore. Quegli arbitri che sono la presidente della Camera Boldrini, il presidente del Senato Grasso e il presidente della Repubblica Mattarella non intervengono.
Anzi, sono lì silenti e portano avanti questa legge.
Allora mi sono chiesto: questa legge a chi serve?
Serve ai cittadini fuori, serve a riportare alle urne quei cittadini che non vanno più a votare e ricordiamo che è il 50 per cento degli italiani?
È una legge che serve a questo o serve ad altro?

È chiaro infatti che una legge che non concede all’elettore la possibilità di scrivere un nome e di scegliere il proprio rappresentante, una legge dove il voto dell’elettore viene trasportato magicamente da una Regione all’altra per andare a saziare chissà quale alleanza elettorale fatta in un’altra Regione, non è una legge democratica e non è accettabile.

Allora voi come potete accettarlo? Vi incontro giornalmente e mi accorgo, parlando con voi, che non siete contenti nemmeno voi, perché probabilmente, in questo meccanismo che avete creato o che qualcuno ha creato per voi, sapete della porcheria e della schifezza che state facendo. Questa realtà deve essere assolutamente mostrata fuori di qui. Ci vuole una reazione popolare democratica – e sottolineo democratica – attraverso cui i cittadini vi facciano capire questo e facciano arrivare a voi che avete sbagliato questo lavoro tutta la loro energia positiva e negativa.

Un Parlamento che partorisce una, due, tre leggi incostituzionali non è un Parlamento degno di questo nome. I senatori e i deputati che fanno parte di questo Parlamento non sono degni di essere chiamati onorevoli. Questo è un Senato dove se hai la cravatta entri, se non hai la cravatta – non la tolgo altrimenti il Presidente mi blocca – non entri.
Se in questo momento mi tolgo la cravatta mi bloccano. Però se c’è una legge incostituzionale – e tutti sappiamo che è incostituzionale – non c’è un modo democratico di poterne discutere.

Questo posto è il contrario di tutto. Abbiamo cercato di porre la questione alla vostra attenzione e ieri mi sono anche aggrappato a uno dei banchi del Governo.
Mi hanno messo le mani addosso perché questa cosa non si può fare. Se mi siedo o mi aggrappo a quella poltrona lì che non significa nulla (per noi cittadini significa meno di zero una poltrona), allora tutti quanti si affrettano a dirmi di allontanarmi perché non è consentito. Allora l’ho fatto con tutta la forza che avevo e continuerò a farlo fino all’ultimo istante in cui sarò dentro le istituzioni, ma anche fuori dalle istituzioni, perché il modus operandi di questo Parlamento non è sano. Non è sano per voi, ma soprattutto per gli italiani.

Non indietreggiate di un millimetro e vi aspettiamo questo pomeriggio fuori in piazza, perché qua dentro non serve assolutamente a nulla.

#IoProtrestoTogliendoLaCravatta

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