Savona, la politica seria schiacciata dal finto civismo

«In queste elezioni amministrative, ammorbate dal finto civismo delle liste civiche per opportunità, il Movimento 5 Stelle è tra le poche formazioni che si presenta con una sua identità e riferimenti nazionali. Comprendo la difficoltà di molti elettori di identificarsi e riconoscersi in aree politiche e culturali che, per scelta di pochi, sono oggi assenti con i loro simboli. Penso per esempio agli elettori del PD. Se un’impresa, già compiuta, si può attribuire a Tranchida, già durante questa campagna elettorale, è di aver fatto scomparire il PD, partito suo e di Pietro Savona, diluendolo nelle sue liste e annacquandolo con la debole immagine di un simbolo nato per gemmazione (Demos) dal suo personalismo. Un atteggiamento ha spinto alla fuga tanti iscritti elettori e lo stesso Pietro Savona, una persona perbene che è finita nelle maglie di una politica partitica malata, che abbiamo avuto come avversario nelle precedenti elezioni amministrative, e del quale abbiamo rispetto per l’equilibrio dei modi e dei toni.  Allo stesso modo, insieme a Savona, si sono allontanati dal Pd e dalla politica per la loro città, tanti uomini e donne di sinistra; altri invece sono rimasti imbrigliati nell’uso strumentale dei loro volti e delle storie personali nel finto civismo di Tranchida. Il Movimento 5 Stelle non chiede e non chiude alleanza, ma offre ciò che abbiamo già offerto e presentato agli elettori trapanesi: novità, pulizia, rigore morale, possibilità di cambiamento e di rigenerazione della classe dirigente di questa città».

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