Ora ne siamo certi, il Governo Musumeci vuole privatizzare gli aeroporti siciliani!

Una cosa è certa nel trasporto aereo: che nei prossimi anni il traffico negli aeroporti crescerà!
E il Governo regionale cosa fa? Dà il via ad una privatizzazione selvaggia e senza appello – senza discuterne con il Governo nazionale e neanche con il territorio – portando avanti l’idea di Vito Riggio, da poco ex presidente ENAC, il quale ha più volte profetizzato il destino dell’aeroporto di Birgi, che sarebbe quello di diventare un “aeroporto per le merci”.

Avevamo già avvertito il rischio che con la nomina di Riggio da parte di Musumeci si andava verso la privatizzazione ad ogni costo degli aeroporti siciliani.
Per carità, anche Riggio – come l’attuale Presidente di Airgest – lavora a titolo gratuito (!?!) ma non ci fa dormire l’idea che si stia preparando il più grande pacco regalo che si possa fare ai privati, di sicuro già prontissimi ad approfittare dei profitti che ci saranno nei prossimi anni.
Il collegato al DDL 476 approvato con la Delibera di Giunta n. 25 del 13 gennaio 2019 “in materia di personale, di enti locali e altre disposizioni” contiene l’articolo 8 “Disposizioni in materia di Autonomie Locali” dove pur senza citare esplicitamente gli aeroporti siciliani si organizza un ben nascosto groviglio di norme per imporre ai Comuni e alle Città Metropolitane che possiedono quote nelle società di gestione degli aeroporti siciliani a dismettere il loro pacchetto azionario entro 90 giorni prevedendo sanzioni per le amministrazioni che non vorranno farlo, con la riduzione del 10% dei trasferimenti correnti da parte della stessa Regione.

Possibile che non se ne siano accorti e non abbiano protestato la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e il Comune di Catania che insieme detengono quasi il 27% delle quote di SAC, il Comune di Comiso con il 35% di SOACO, la Città Metropolitana di Palermo, il Comune di Palermo e il Comune di Cinisi che insieme hanno quasi il 76% di GESAP. Possibile che nessuno dica nulla?

Troppo denaro pubblico è stato investito senza un criterio e senza una vera programmazione regionale ed è singolare che il primo atto di razionalizzazione della Regione siciliana sia quello di imporre agli enti locali di vendere le proprie quote.

Gli aeroporti sono fondamentali per la Sicilia e sarebbe un delitto privatizzarli. La soluzione è a portata di mano con la creazione di un gestore pubblico unico per tutti gli aeroporti siciliani per sedare gli appetiti dei privati e finalmente programmare in maniera saggia il traffico sui diversi scali.

Gestire tutti gli aeroporti siciliani in modo manageriale come fossero un unico aeroporto è la ricetta che ci consentirà di mantenere in mano pubblica uno strumento fenomenale per la crescita per la mobilità dei siciliani e anche del turismo.

Alla base del fallimento della politica aeroportuale, infatti, c’è stato lo strapotere dei vettori aerei nei confronti delle piccole realtà aeroportuali non ancora affermate e stabilizzate che è stato favorito dalla concorrenza tra aeroporti, tutti in mano pubblica. Così Punta Raisi ha tolto l’ossigeno a Birgi.
La legge del più forte condanna le strutture più piccole come Trapani/Birgi a soccombere nei confronti degli aeroporti più grandi, soprattutto quando ubicati nello stesso bacino, e comunque ad essere subalterne ai diktat delle Compagnie aeree e all’opportunismo delle strutture più grandi.

Soltanto unendo gli aeroporti possiamo scongiurare i tentativi di privatizzazione selvaggia degli scali che mortificherebbero il territorio a vantaggio di pochi speculatori.

Adesso serve una Regia unitaria per perseguire l’interesse pubblico. La Gestione Unica bisogna farla adesso mentre le società aeroportuali siciliane sono ancora tutte in mano pubblica. Si potrà parlare di privatizzazione quando il sistema funzionerà e sarà dato il giusto valore ad ogni concessione aeroportuale. La speculazione distrugge beni pubblici e in questo settore manterrebbe la Sicilia schiava degli interessi privati e speculativi.

Un sistema di aeroporti come quello siciliano deve essere messo al servizio della promozione della Sicilia come destinazione unica. “Destinazione Sicilia” contiene un potente messaggio turistico l’unica idea vincente per superare lo stato di perenne sottosviluppo, con una visione d’insieme e uno sforzo istituzionale veramente straordinario. Una possibilità anche ai piccoli scali di avere un maggiore potere contrattuale nei confronti dei vettori.

L’accorpamento di tutti gli aeroporti siciliani in una rete unica è il vero antidoto alla fusione Trapani-Palermo senza condizioni e senza programmazione che in un primo momento il governo Musumeci sembrava voler fare, senza però darne alcun seguito.

Cos’è accaduto nessuno lo sa ma nel frattempo il Governo regionale ha lasciato cadere nel vuoto il nostro appello ad aprire immediatamente un tavolo con il Governo nazionale per trovare le soluzioni e incentivare la collaborazione con la Regione siciliana in tema di gestioni aeroportuali.

I Sindaci di Palermo e Catania anche nella qualità di rappresentanti delle Città Metropolitane, le Camere di Commercio e gli altri Comuni, Principale tutti “enti pubblici”, dovrebbero intestarsi questa battaglia in nome dei cittadini invece di consentire di pilotare questi scali verso i privati.