Referendum propositivo riforma condivisa: quorum strutturale zero e quorum approvativo al 25%

Accogliamo la scelta di cancellare il quorum strutturale e introdurre un quorum approvativo al 25% sia per il referendum propositivo che per quello abrogativo.

Oggi il Nostro Paese fa un grande passo in avanti in ambito di democrazia diretta: la riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo sarà presto realtà. E ci siamo riusciti nel miglior modo possibile, accogliendo le osservazioni provenienti dalle opposizioni e dimostrando, realmente, di avere a cuore la centralità del dibattito parlamentare.

Ci siamo sempre schierati a tutela della nostra Costituzione sostenendo che non era possibile snaturarne i principi con maxi-riforme portate avanti da chi ci ha preceduto e che ogni intervento sulla nostra Carta Costituzionale dovesse essere approvato con il più ampio consenso possibile e non a colpi di maggioranza.

Abbiamo tenuto fede a questi principi, dimostrato coerenza e grande apertura alle istanze delle opposizioni e dei costituzionalisti auditi in Commissione, cancellando il quorum strutturale e introducendo un quorum approvativo pari al 25% per i referendum propositivo e abrogativo.

In questo modo rafforzeremo la democrazia diretta incentivando la partecipazione dei cittadini, ma abbiamo anche tenuto conto dell’importanza di favorire un ampio consenso sulle riforme.

Così porremo fine alle politiche astensionistiche che hanno caratterizzato le passate tornate referendarie: a decidere sarà chi partecipa e non chi resta a casa!

Si tratta di un risultato storico che mi rende molto orgoglioso perché rappresenta il frutto di un lungo lavoro portato avanti insieme al Ministro per la Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro.