Rispondo ai cittadini, non a Telesud

Egregio Presidente Marino,

in replica alla Sua esternazione del 15.04.2019, su una cosa mi trova certamente d’accordo e cioè che “i cittadini hanno diritto di sapere cosa pensa Santangelo sui tanti problemi del territorio”!

Viceversa, non mi trova d’accordo sul fatto che il mio pensiero debba essere necessariamente filtrato dalle lenti di Telesud o di qualche altra emittente commerciale, come è la Sua.

A dire il vero, un unicum sul territorio trapanese.

Per questo, egregio Dottore, mi avvalgo prevalentemente di strumenti diretti di informazione con i cittadini che anche Lei, se solo volesse, unitamente alla redazione del gruppo editoriale che rappresenta, avrebbe la possibilità di consultare liberamente.

Avrebbe così contezza di tutti gli atti parlamentari e di indirizzo nei quali si compendia quotidianamente la mia azione politica a tutela degli interessi generali e del territorio, senza necessità di ricorrere all’intervista.

Non gliene faccio una colpa.

Comprendo perfettamente che, nella Sua logica imprenditoriale, l’intervista al parlamentare di turno, secondo un vecchio schema, consente all’editore di raggiungere più facilmente l’utilità che ne forma oggetto, ma tale logica non può prevalere incondizionatamente sul tecnicismo delle materie oggetto di interesse pubblico sino al punto di negare il fatto stesso di cui si discute perché si è deciso di omettere ogni approfondimento di cronaca.

In altre parole, la negazione della mia azione politica di parlamentare per insipienza giornalistica!

La linea redazionale adottata dal Suo Gruppo Editoriale sulla vicenda Airgest-Birgi, con il comprovato disconoscimento di quanto da me fatto attraverso le richieste di accesso agli atti sulla gestione della Airgest, con le interrogazioni parlamentari in sede regionale, con le soluzioni tecniche prospettate al Presidente della Regione, con il dissenso apertamente espresso sui finanziamenti a fondo perduto per oltre € 27milioni in difetto di un piano industriale, ne è la prova lampante.

Per questo non mi ha sorpreso più di tanto il fatto che Lei, utilizzandole a schema libero, abbia dato risalto, a differenza di altre testate locali, esclusivamente alle voci di corridoio filtrate dal comitato #sevolovoto per imbastire la difesa della Sua emittente contro il mio rifiuto di rilasciare un’intervista alla Sua inviata, rifuggendo per coerenza dall’inutile vetrina che mi si voleva imporre.

Mi creda, la vicenda giudiziaria che ci contrappone non c’entra assolutamente nulla se non per essere il portato del Suo stile editoriale.

In merito a ciò, senza addentrami in aridi tecnicismi giuridici, La invito soltanto ad aspettare senza trionfalismi da stadio il verdetto finale non tanto per richiamarLa, quanto meno per coerenza con le Sue esternazioni, al dovere di imparzialità dell’informazione in merito ad una questione che La riguarda personalmente, ma a quel fondamentale principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza di ogni imputato,  che dalla lettura della Sua difesa sembra che per Lei funzioni a giorni alterni.